L'EPR tessile prende forma: perché organizzarsi ora è una scelta strategica
Il 23 luglio la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole al regolamento EPR tessile del MASE. Un passaggio concreto verso l'obbligo normativo che si avvicina. Per Rematrix, organizzarsi ora non è più una scelta prudenziale: è una decisione strategica per trasformare il fine vita dei prodotti in vantaggio competitivo.
Il percorso verso l'introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile continua ad avanzare. Il 23 luglio la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole allo schema di regolamento predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, segnando un ulteriore passaggio verso la definizione del quadro normativo nazionale.
Per le imprese del settore, questo sviluppo conferma una tendenza ormai chiara: la gestione del fine vita dei prodotti tessili sarà sempre più parte integrante delle responsabilità dei produttori e dei brand.
Come Rematrix accogliamo con favore questo avanzamento normativo. Non solo perché contribuisce a costruire una filiera più trasparente, efficiente e orientata alla circolarità, ma perché rafforza un messaggio che sosteniamo da tempo: attendere l'entrata in vigore definitiva delle disposizioni non è la strategia migliore.
Le aziende che iniziano oggi a organizzarsi possono affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza, costruire i processi necessari, sviluppare competenze interne e trasformare un futuro obbligo normativo in un'opportunità di innovazione e competitività.
L'EPR non riguarda soltanto la conformità. Significa ripensare la gestione del prodotto lungo il suo intero ciclo di vita, migliorare la tracciabilità dei flussi, favorire il riuso e il riciclo e contribuire alla costruzione di una filiera tessile realmente circolare.
Per questo riteniamo che prepararsi in anticipo non rappresenti più una scelta prudenziale, ma una decisione strategica.
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